terpeni cannabis

Terpeni cannabis – ecco i principali

Cosa sono i terpeni e perché sono così importanti

I terpeni sono mlecole aromatiche, elementi botanici costituiti da unità di isoprene (molecole composte da cinque atomi di carbonio), sono sintetizzati dalle specie vegetali e sono responsabili degli aromi e dei profumi distintivi di molte piante officinali e frutti, come l’odore di limone nelle bucce di agrumi.

A cosa servono?

Quali sono i terpeni della cannabis?

Cosa fanno i terpeni?

Importanza del fitocomplesso dal punto di vista nutritivo

Dove si accumulano i terpeni?

In natura i terpeni si accumulano in specifiche parti delle piante specialmente nelle ghiandole delle foglie o ghiandole tricomiche, dove vengono prodotti e immagazzinati per scopi biologici specifici, come appunto la difesa della pianta. Ecco dove i terpeni tendono ad accumularsi all’interno delle piante:

  • Foglie, le ghiandole presenti nelle foglie sono una delle principali sedi di produzione e accumulo di terpeni.
  • Fiori, i fiori sono spesso ricchi di terpeni, che contribuiscono ai loro profumi distintivi per attirare gli impollinatori.
  • Frutti, i terpeni possono accumularsi anche nei frutti delle piante, contribuendo ai loro aromi e sapori distintivi.
  • Radici, si accumulano in misura minore rispetto ad altre parti della pianta, hanno scopi di difesa contro funghi o patogeni e per comunicare con altri organismi.
  • Resine, alcune piante producono resine che contengono terpeni, come nel caso dei pini e della resina di cannabis.

A cosa servono?

In natura, i terpeni svolgono una varietà di funzioni biologiche: possono agire come difesa per proteggere le piante da insetti, funghi e patogeni. Inoltre, i terpeni possono svolgere ruoli importanti nella comunicazione tra organismi, ad esempio nel caso dei feromoni, e nella difesa dalle radiazioni solari.

Dal punto di vista dell’applicazione umana, i terpeni sono ampiamente utilizzati in diversi settori: alimentare e cosmetico per gli aromi o come conservanti, chimico e farmaceutico per la produzioni di altri composti o farmaci.

Quali sono i farmaci terpenici?

Potete aver sentito parlare di farmaci terpenici, sostanze che derivano direttamente dai terpeni – questi composti sono noti per le loro proprietà farmacologiche e terapeutiche, che vengono sfruttate per la produzione di farmaci.

Alcuni esempi di farmaci terpenici includono:

  • Paclitaxel, utilizzato come agente antitumorale nel trattamento di vari tipi di cancro, tra cui il cancro al seno e cancro delle ovaie.
  • Artemisinina, utilizzato come parte di terapie combinate per il trattamento della malaria.
  • Mentoloutilizzato come decongestionante nasale e per alleviare prurito e irritazioni cutanee.
  • Camphor (Cannfora) utilizzato come analgesico per alleviare dolori muscolari e articolari.
  • Thymol, utilizzato per le sue proprietà antinfiammatorie e antimicrobiche.
terpeni chimica

Quali sono i terpeni della cannabis?

I terpeni nella cannabis sono contenuti nella resina dei tricomi le ghiandole poste nei fiori che proteggono la pianta, se ne conta circa 200 terpeni diversi, di cui 100 ad alta concentrazione – la loro quantità varia a seconda della genetica della pianta e da diversi altri fattori come:

  • Metodo di coltivazione
  • Sostanze nutritive (il complesso terpenico è influenzato dallo stato nutritivo della pianta)
  • Processo di essiccazione
  • Luce (in base alla zona si può avere una diversa luce ed intensità luminosa, figuriamo paragonarla con i LED)

La diversità delle varietà di cannabis si riflette nei loro profili aromatici, che possono essere dolci, agrumati, terrosi, erbacei o freschi. Comprendere questi profili ci consente di selezionare una varietà più adatta alle nostre specifiche necessità o disturbi.

I terpeni giocano un ruolo chiave in questa varietà di aromi e insieme ai cannabinoidi contribuiscono ad un effetto terapeutico più completo e benefico. Ecco i principali terpeni nella cannabis sativa:

1 Mircene

Un terpene caratterizzato dall’aroma terroso di muschio e spezie, il mircene è il principale responsabile dell’effetto sedativo della cannabis, che sia indica o sativa, agisce direttamente nel sistema nervoso centrale e su alcuni recettori specifici, è un ottimo antidolorifico.

2 Limonene

Il nome già dice tutto, il suo aroma è di limone ed agrumi. Il limonene e sue sfumature, sono presenti in tantissime varietà di cannabis, danno un effetto energizzante, il tipico hype rilassante con focus mentale – ha molti effetti benefici sull’organismo – per esempio aiuta i maschietti negli aspetti legati virilità migliorando le prestazioni sessuali.

3 Terpinolene

Un terpene dal tipico aroma erbaceo simile al legno fresco di pino, è un ottimo antiossidante ed è ideale per contrastare l’ansia e l’insonnia.

4 Pinene

L’inconfondibile aroma di pino, questo terpene è molto presente in tante varietà, spesso come sfumatura aromatica, è ideale nel contrastare stati d’asma, aiuta a calmare la tosse, a livello mentale aumenta la concentrazione.

5 Cariofillene

Questo terpene è distintivo per il suo aroma speziato, simile al pepe, ma può anche presentare note che ricordano il formaggio, nonostante la pianta non abbia alcuna relazione con latticini. La sua azione è simile a quella di un cannabinoide, poiché stimola i recettori CB2 del sistema endocannabinoide, promuovendo una risposta antinfiammatoria nell’organismo. Questa proprietà lo rende particolarmente utile nel trattamento dei dolori articolari e delle infiammazioni muscolo-scheletriche.

Questi sono esempi principali, molti sono i terpeni che possono portare benefici notevoli.

Cosa fanno i terpeni?

Andando oltre il profumo a volte piacevole a volte meno, i terpeni sono i vettori dei benefici apportarti dalle piante officinali, rimedi naturali antichi delle medicine tradizionali di tutto il Mondo.

Ogni terpene ha le sue qualità medicinali e quando si mescolano, creando una sinergia si amplificano gli effetti benefici – i rimedi delle nonne

Nella cannabis i terpeni si legano ai cannabinoidi, amplificandone gli effetti ed aumentando notevolmente l’assimilazione: questo effetto sinergico è chiamato effetto entourage.

Sempre più di tendenza nelle cure alternative è curarsi attraverso la terpenoterapia

Come si estraggono i terpeni?

Ci sono diversi metodi per estrarre i terpeni dalla cannabis: estrazione con solvente o Co2 super critica, estrazione in alambicco con vapore, estrazione Rosin, estrazione in olio o alcool.

I terpeni essendo molecole volatili e per tanto ogni tipologia di estrazione ha le sue rese che possono arrivare fino all’80-85% con estrazioni tipo rosin, oleolito o alcool. Negli altri tipi di estrazione, si hanno rese molto minori dovute in parte anche alla successiva distillazione, necessaria per rimuovere il solvente (alcool, butano, Co2)

Importanza del fitocomplesso

Quando discutiamo di prodotti botanici, è importante considerare l’intera pianta e i suoi principi attivi. Il fitocomplesso rappresenta l’insieme di tutti gli elementi presenti nella pianta. Questi fitonutrienti sono essenziali per favorire l’assimilazione delle sostanze e molto altro ancora.

Nel contesto della cannabis, troviamo una vasta gamma di componenti, tra cui centinaia di cannabinoidi, terpeni, flavonoidi, fenoli, amminoacidi e chetoni. Queste molecole agiscono sinergicamente per produrre un potente effetto benefico sull’organismo.

Questa sinergia è nota come “effetto entourage”, un argomento alquanto controverso, da una parte si continua a voler testare isolati di cannabinoidi con concentrati di mono terpeni, senza ottenere benefici significativi…

Ma se ci pensiamo un attimo, la canapa è una pianta medicamentosa da migliaia di anni e fino a pochi decenni fa gli unici estratti erano tutti a spettro completo, che comunque la sinergia di terpeni, cannabinoidi e flavonoidi è sicuramente un’azione più completa.

Conclusioni

Nel mondo della cannabis, vi è un eccessivo focus da parte della scienza, degli addetti ai lavori e del grande pubblico sui cannabinoidi, tralasciando il resto delle sostanze presenti nella pianta e la sinergia tra di esse. Questo approccio limitato è motivo di preoccupazione poiché riduce la complessità della cannabis a soli CBD e THC, trascurando la ricchezza delle altre componenti.

Purtroppo, la maggior parte delle ricerche si concentra esclusivamente su queste sostanze isolate, riducendo la visione della cannabis a un contesto troppo semplicistico e sterile. Sebbene l’utilizzo di principi attivi isolati possa essere considerato un approccio scientifico e quantificabile, la divulgazione dell’informazione “medico-scientifica” successiva a tali ricerche spesso manca di contesto e considerazione della complessità della pianta nella sua interezza.

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