sonno e ipertensione

Sonno e ipertensione

La correlazione tra l’insonnia, risvegli notturni e rischio di ipertensione arteriosa

Dormire poco, ormai lo sappiamo, non fa di certo bene alla salute.
Tante sono le complicazioni che uno scarso o pessimo riposo comporta sul nostro benessere psico-
fisico. Dormire, infatti, è un atto rilassante, energizzante, rivitalizzante: fa bene alle ossa, ai muscoli
e al cuore.

Dormire bene, oltretutto, ci mantiene più lucidi, attivi e di buonumore: in un certo senso
dunque… più giovani.

Col nostro articolo di oggi andremo ad analizzare il rapporto fra il riposo e l’ipertensione, elaborando i risultati di ben 16 ricerche diverse, su un range di anni molto ampio e su numerosi paesi differenti.

Sonno e ipertensione

Sonno per cuore e cervello

CBD e sonno

I risultati degli studi su sonno e ipertensione:

Ebbene, quello che ci dice la ricerca – frutto di un lavoro ampio, congiunto, su una percentuale molto ampia di popolazione (differente per genere, età, background, abitudini) – è che la qualità del sonno influenza la pressione del sangue e l’ipertensione.

Dormire meno di 7 ore aumenta di circa il 7% il rischio di sviluppare ipertensione. Dormire invece solo 5 ore, lo aumenta di ben l’11%.

Le donne sono più a rischio (il rischio rispetto agli uomini è infatti maggiore del 7%).

La pressione del sangue viene alterata dall’insonnia attraverso uno squilibrio del ritmo circadiano che a sua volta porta uno squilibrio nell’omeostasi, col rischio che insorgano squilibri ormonali, aumento dell’adiposità e disfunzione metabolica.

Risultati emblematici, dunque, e a loro modo preoccupanti, se consideriamo che l’insonnia colpisce ad oggi sempre più persone in tutto il mondo, non solo ipertensione ma c’è anche un aumento esponenziale di chi soffre di pressione bassa e sonno disturbato.

Sonno per cuore e cervello

Dormire poco, insieme a tutta un’altra serie di fattori, non solo genetici e di predisposizione ma anche legati al regime alimentare (esistono alimenti ideali per il benessere della circolazione), stress e stile di vita o alle cattive abitudini come fumare tabacco o muoversi poco, può provocare disturbi del sonno e nel tempo una proprensione al rischio maggiore di ictus e infarti.

L’asse cuore-cervello, o meglio… l’afflusso di sangue e di segnali elettrici che regolano il cuore ed il cervello risentono di moltissimi input, dal nostro stato emotivo a tutto quello che facciamo nella nostra vita.

Quando si è sotto pressione o si vive stati di ansia continua si è più inclini a soffrire di insonnia e continui microrisvegli, questi input negativi che ci mantengono in stato “allerta”, col tempo sono deleteri per la pressione sanguigna.

Quando diciamo che rilassarsi e mantenere un regime alimentare sano, integrando dove necessario principi attivi naturali, dormire almeno 7-8 ore per notte è un elisir per una vita più lunga… diciamo un’assoluta verità.

Ad oggi confermata anche dalle moltissime evidenze scientifiche al riguardo.

Dormire è una delle abitudini più importanti sulle quali intervenire quando prendiamo in car benessere psico-fisico.
Se è vero che non si può scegliere di addormentarsi o svegliarsi a comando, come robot, è vero che si può ricorrere a integratori che possono aiutarci ad addormentarci.

CBD sonno

Se è vero che non si può scegliere di addormentarsi o svegliarsi a comando, come robot, è vero che si può ricorrere a integratori che possono aiutarci ad addormentarci.

Il cannabidiolo della cannabis è un principio attivo utile per il rilassamento mentale, il sonno e la regolazione della pressione: utilizzare il CBD per dormire rappresenta un’ottima alternativa alla melatonina, che invece rappresenta una sostanza molto di tendenza ma che non dovrebbe essere assunta con leggerezza o per lunghi periodi.

Questo cannabinoide, non psicoattivo, agisce sulla regolazione della serotonina, l’antagonista del cortisolo, (ormone dello stress) aiuta a farci rilassare e contribuisce alla regolazione della produzione di melatonina nella ghiandola pineale, agendo in sintonia con i recettori circadiani.

Altro vantaggio del CBD è la sua capacità di contribuire alla salute del cuore, rilassando le pareti arteriose e aiutando a regolare il flusso sanguigno, riducendo la pressione alta.

Se state utilizzando farmaci betabloccanti prestate attenzione a non mescolare le sostanze per non incorrere a potenziali effetti collaterali, scriveteci per un dosaggio consigliato o rivolgetevi ad un professionista esperto.

Conclusione

Il CBD può essere un valido aiuto nell’aiutarci a prendere sonno e dormire rilassati, in particolar modo se si teme il rischio di ipertensione o se già ne se soffre.

Per capire se abbiamo necessità di aiuto specialistico, è possibile anche iniziare a tenere un “diario del sonno”, di autovalutazione e controllo, in cui annotare le proprie abitudini, il numero di risvegli durante la notte, l’orario in cui questi accadono, in modo da consocere il proprio riposo.

Bibliografia

Lo K, Woo B, Wong M, Tam W. Subjective sleep quality, blood pressure, and hypertension: a meta-analysis. J Clin Hypertens (Greenwich). 2018 Mar;20(3):592-605. doi: 10.1111/jch.13220. Epub 2018 Feb 19. PMID: 29457339; PMCID: PMC8031314.

Makarem N, Shechter A, Carnethon MR, Mullington JM, Hall MH, Abdalla M. Sleep Duration and Blood Pressure: Recent Advances and Future Directions. Curr Hypertens Rep. 2019 Apr 5;21(5):33. doi: 10.1007/s11906-019-0938-7. PMID: 30953237; PMCID: PMC10239254.

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