come fare l olio di canapa

Come si fa l’olio di Cannabis? Ecco la guida all’acquisto

Qual’è l’olio CBD migliore? Una guida su come orientarsi tra i vari estratti di olio di cannabis

Il settore della cannabis è in continua espansione, sempre più persone utilizzano l’olio di CBD, per trovare sollievo a sintomi di patologie e disturbi o semplicemente per rilassarsi e dormire meglio – secondo una stima di Dicembre 2023 i CBD oils interessano circa il 20%-25% della popolazione italiana

In questo articolo approfondiremo un argomento spinoso per molti addetti del settore le varie estrazioni del cannabidiolo per produrre l’olio di CBD. Anche se apparentemente sono la stessa cosa, i metodi utilizzati possono variare di molto la qualità del prodotto e le percentuali dichiarate.

In questa guida per un acquisto informato di olio CBD analizzeremo i pro e contro dei metodi più utilizzati per produrre olio di canapa e risponderemo a molte informazioni discordanti che trovi online.

Come fare olio di canapa?

Estrazioni del CBD

Olio CBD migliore - Guida all'acquisto

Come fare l’olio di CBD?

L’olio di CBD viene fatto partendo da un estratto del fitocomplesso della pianta (a seconda del processo ha colore, densità, forma e purezza diverse) che viene diluito in un olio vettore dandone uno specifico sapore, che può essere migliorato con questi 5 trucchi, ma cosa più importante ha una specifica concentrazione es. olio CBD 10, olio CBD 20 etc…

Il fitocomplesso viene suddiviso in 3 macro gruppi in base alle sostanze che contiene:

  • Full spectrum – “spettro completo” sono tutti quegli estratti che hanno l’intero fitocomplesso della canapa (cannabinoidi, terpeni, flavonoidi) come: tinture madri, oleoliti di cannabis, rosin, FECO. Come vedremo è la parola più abusata in commercio.

  • Broad spectrum – “ampio spettro” invece sono tutti quegli estratti che perdono una quantità di sostanze per via di processi di distillazione del solvente o di “purificazione” dal THC sono i così detti distillati.

  • Isolated – “isolato” è una concentrazione di un singolo cannabinoide (CBD-CBG-CBC-CBN…) sotto forma di cristalli bianchi inodore e insapore che viene viene separato dal resto del fitocomplesso, il grado di purezza del cannabinoide isolato è intorno al 90-99%.

Estrazioni del CBD

Di seguito analizziamo i pro e contro delle varie estrazioni più conosciute ed utilizzate per estrarre i cannabinoidi e le altre sostanze del fitocomplesso della pianta.

Parleremo della purezza dell’estratto, ogni lavorazione ha una perdita di sostanze indotta dalle condizioni d’esercizio, in particolare si ha perdite di terpeni (molecole volatili) che con calore o evaporazione vengono perse.

FECO

Feco è l’acronimo di “Full Extract Cannabis Oil“, Questa tipologia di estratto si presenta come resina e viene estratto utilizzando l’alcool etilico a gradazioni come 50°-60°, meno potenti rispetto alla versione RSO.

Si utilizzano i fiori secchi della cannabis sativa, che vengono chiusi ermeticamente a bagnomaria nell’alcool per qualche giorno. Si viene a creare una base idroalcolica ricca di cannabinoidi, terpeni, clorofilla, flavonoidi e cere, che viene distillata col calore per far evaporare l’alcool, ottenendo una resina concentrata che potrà essere diluita in olio vettore o utilizzata direttamente.

Pro
  • Considerato una forma potente e completa di olio di cannabis, come tutti i prodotti a spettro completo fornisce un’azione più completa e potenzialmente un’azione sinergica potenziante detta “effetto entourage“.
  • Estratto molto puro ma la qualità finale varia molto dalla materia prima utilizzata.
  • Media/alta difficoltà da produrre a casa per uso privato una volta ottenuta dimestichezza, se vuoi un prodotto grezzo.
  • Costo basso resa medio bassa.
Contro
  • Difficile se non quasi impossibile standardizzare il risultato finale in particolare se non si è coltivatori diretti e quindi ci si riduce a comprare infiorescenze di cannabis con percentuali variabili.
  • Sapore Amaro perché se venisse decarbossilato o purificato si ha una perdita di purezza.
  • Perdita di purezza, molti terpeni possono evaporare insieme al solvente.
  • Limite THC, durante la concentrazione si rischia facilmente di sforare il limite di THC imposto dalla legge.

Rosin

L’estrazione Rosin è un metodo relativamente semplice per estrarre cannabinoidi, terpeni e altri composti della cannabis utilizzando solo pressione e calore, senza l’uso di solventi chimici.

Questo processo conosciuto anche come “olio di hashish” è diventato popolare tra gli appassionati di cannabis perché è sicuro, rapido e produce una resina di alta qualità detta DAB.

Si utilizza solo fiori di cannabis che vengono setacciati a secco per ottenere il kief (si separa meccanicamente le parti inutili o impure concentrando i tricomi ricchi di terpeni e cannabinoidi), c’è anche ci preferisce tritare i fiori e saltare questa lavorazione ottenendo una resina dal colore più scuro e amarognolo per via della clorofilla.

Il materiale setacciato/tritato viene inserito in specifici filtri in micron o carta da forno per poi essere pressato ad una pressione di 4-5 tonnellate su una piastra riscaldata con un range di temperatura tra 80° e 200°. Una volta che l’estratto è raffreddato avremo una resina concentrata ricca di cannabinoidi e terpeni la purezza è infatti intorno all’80%.

Pro
  • Estratto puro e di qualità.
  • Sapore gradevole e non amaro.
  • Senza solventi chimici da rimuovere con relativa perdita terpenica.
  • Difficoltà intermedia ma per qualità superiori richiede esperienza e macchinari.
  • Spettro completo che può contenere anche flavonoidi e clorofilla a discrezione.
Contro
  • Difficile standardizzare il titolo di CBD se non si è coltivatori diretti e quindi si ha un controllo delle percentuali reali di cannabinoidi nei fiori.
  • Lavorazione molto lunga e prettamente artigianale.
  • Resa molto bassa.
come si fa l olio di canapa

Il nostro estratto

Il metodo Rosin è quello che utilizziamo maggiormente, abbiamo i nostri segreti di pre-lavorazione della materia prima, coltiviamo direttamente strain selezionati ed abbiamo messo appunto le nostre formulazioni, pertanto i nostri prodotti hanno poche oscillazioni nei valori dei cannabinoidi dichiarati insieme ad un fito-complesso puro grazie all’aggiunto di una percentuale di estratto FECO che fa permette di recuperare il 20% circa del fitocomplesso perduto nella pressatura a caldo.

Infusione lipidica

Questo processo è anche la base di altri metodi di estrazione e rimane il processo più semplice ed economico – per certi versi anche il più puro.

Si tratta di mettere in un contenitore ermetico in vetro per un determinato periodo di tempo che è di almeno 5 giorni, parti secche della pianta a bagnomaria in un olio (cocco, MCT, di canapa, d’oliva etc…) con un rapporto bagno intorno al 10-20 % di materiale vegetale. I lipidi dell’olio assorbiranno i cannabinoidi, terpeni e tutto il fitocomplesso, ne uscirà un oleolito di canapa.

Pro
  • Costi bassissimi
  • Home made ideale per farselo in casa per un utilizzo personale
  • Full spectrum, contiene l’intero fitocomplesso della canapa
Contro
  • Sapore amaro abbastanza forte e variabile, dipende dall’olio vettore utilizzato e dal rapporto bagno.
  • Quasi impossibile ottenere risultati standardizzati, in particolare se non si è diretti coltivatore della pianta.
  • Durata limitata, va conservato con cura e smaltito rapidamente per evitare che l’olio si ossidi.
  • Qualità della materia prima è fondamentale, non deve esserci muffe, residui di pesticidi.

Estrazione con Etanolo

L’estrazione con etanolo è un processo tipico erboristico, si utilizza l’alcool o l’etanolo come solvente – un metodo molto versatile perché permette di produrre una vasta gamma di prodotti come: tinture madri, distillati, concentrati e cristalli.

Ecco come fare l’olio di canapa con alcool o etanolo:

La massa vegetale viene immersa nel solvente per un periodo prestabilito di tempo, i composti della canapa vengono estratti nella soluzione alcolica. Il passo successivo sarà lai filtrazione per rimuovere residui solidi ed impurità, a questo punto la soluzione viene concentrata attraverso l’evaporazione parziale del solvente in alambicco o evaporatore rotativo, infine si ha la distillazione per rimuovere il solvente, determinati composti o isolare il CBD attraverso la cristallizzazione.

Pro
  • Diversi tipologie di estratti con vari gradi di purezza
  • Costi bassi e resa medio alta a seconda della qualità del materiale.
  • Risultati standardizzabili.
Contro
  • Conoscenza approfondita di bio chimica e del metodo di lavoro.
  • Lavorazione complicata e abbastanza macchinosa.
  • Distillazione e diluizione, si ottiene un miglior sapore ed un risultato standard ma diminuisce la purezza dell’estratto.

Estrazione con Butano

Questo metodo di produzione dell’olio di cannabis, prevede l’utilizzo di gas butano come solvente e si otterrà un concentrato più o meno resinoso detto Wax di medio alta purezza e buona qualità.

I fiori vengono messi dentro un tubo in vetro, che viene riempito con il butano liquido o gassoso. Il butano fa da solvente ed estrae cannabinoidi ed altri composti, formando una miscela butano oleosa. Questa miscela viene messa dentro un evaporatore o “purga” che una volta riscaldata il butano evapora, lasciando un concentrato come resina fraabile oleosa.

Pro
  • Ottimo rapporto costo e resa.
  • Purezza e qualità medio alta.
Contro
  • Facilmente infiammabile è il metodo più pericoloso.
  • Richiede fasi di purificazione per standardizzare il risultato.

Co2 Supercritica

Questo processo che vede l’anidride carbonica come solvente alternativo, stabile e sicuro perché non infiammabile, è uno dei metodi più utilizzati oggi per la produzione di massa di estratti di cannabis.

Attraverso specifici macchinari si raggiunge temperature e pressioni tali da mantenere la Co2 in uno stato liquido-gassoso che permette di estrarre i cannabinoidi, parte dei terpeni e parte dei flavonoidi dalla materia vegetale (fiori, scarti di trimmatura, foglie).

Dopo l’estrazione avviene una fase di Winterizzazione, in cui l’alcol rimuove le impurità estratte come cere e clorofilla. Dopo un breve riposo di mezza giornata a temperature sotto lo zero – si avrà una filtrazione in cui si rimuove i cristalli di cere rimaste, successivamente si purifica l’estratto dal solvente scandandolo, fin quando il solvente non sarà del tutto evaporato. Possono esserci ulteriori passaggi in base al risultato che si vuol ottenere e se si vuolre un distillato o cristalli.

Pro
  • Tutte le parti della pianta sono utilizzabili (potenzialmente anche quelle con residui di muffe).
  • Risultati standardizzabili e resa elevata.
  • Scalabile come quantità di produzione.
Contro
  • Purezza minore dell’estratto, è molto più bassa rispetto ad altri metodi (in ogni passaggio si perde dei composti).
  • Costi iniziali alti

Olio CBD migliore? le Faq scomode

Il miglior olio CBD? secondo noi è quello fatto dove il contenuto rispecchia quanto dichiarato prima dell’acquisto sia in termini di purezza e qualità sia di provenienza. Purtroppo non avendo una regolamentazione chiara non si ha trasparenza nemmeno nel prodotto né tantomeno sulla provenienza.

Infine saremo di parte ma il miglior olio CBD è quello fatto da chi mette le mani nella piante, le ha scelte, la vede crescere la conosce.

I metodi estrattivi sono tanti e perfezionabili, di certo siamo della filosofia che un olio CBD migliore di altri è quello che può portare un’azione benefica più completa data dalla quantità e qualità di tante sostanze, che vanno oltre i cannabinoidi.

L’olio CBD isolato è meglio dello spettro completo?

Per buona parte di scienza si, in particolare quella medica e farmaceutica, da una parte perché il CBD è sintetizzabile in laboratorio, dall’altra perché il tallone d’achille dei prodotti a spettro completo è la standardizzazione del risultato.

Difficile che in commercio trovare l’olio CBD “isolato” chi lo fa solitamente scredita i prodotti a spettro completo facendo riferimento all’effetto entourage come trovata di marketing.

La prossima volta che incappate in loro notate l’ipocrisia di dette aziende nel farvi scegliere l’aroma del prodotto e quindi il concentrato terpenico aggiunto millantando effetti migliorativi… (cercano di ricreare l’effetto entourage con un mix di isolati)

Standardizzare la titolazione finale dell’olio CBD

Sul mercato troverai spesso “olio CBD 20% full spectrum”, esiste però un naturale rapporto tra THC e CBD, è pertanto difficile arrivare anche solo ad un olio CBD 10 mantenendo lo spettro competo ed un THC entro lo 0.2%, salire di concentrazione vuol dire che l’olio è composto da:

  • Base a spettro completo a cui viene aggiunto isolato
  • Completamente isolato
  • Broad spectrum

Come riconoscere un olio CBD isolato spacciato per spettro completo

Impresa ardua, conta molto la trasparenza dell’azienda – puoi però controllare l’olio vettore

I cristalli di CBD sono insapore e inodore e per conferire al prodotto finale questi elementi si andrà ad utilizzare l‘olio di oliva o di canapa. Il colore finale sarà molto giallo verdognolo limpido.

L’olio di cocco viene invece preferito quando si ha una base di distillato o spettro completo (CBD entro 3-5%) a cui viene aggiunto l’isolato o cristalli per aumentare la concentrazione e fare olio al CBD 20%, 15%, 30%.

L’olio MCT che a sua volta è trasparente con poco sapore, è quello più indicato per il vero estratto a spettro completo puro e di qualità. Colore e sapore saranno solo quelli dell’estratto di cannabidiolo.

La materia vegetale con residui di muffa

Questo genere di materiale vegetale non dovrebbe esser trattato a prescindere, perché comunque ne peggiora la purezza e qualità in molti estratti (Rosin, FECO, RSO, Butano, Etanolo, Oleolito).

La presenza di muffe tipiche della canapa (botrite, muffa grigia) diventa pericolosa negli oleoliti, in tutti gli altri tipi di estratti il calore o il solvente elimina questa impurità.

L’approvazione FDA americana è sinonimo di qualità o sicurezza di un olio CBD?

No! In Europa adottiamo il principio di precauzione per tanto molte sostanze sono proibite in quanto ritenute potenzialmente dannose o non sicure anche se magari non lo sono se non in certi contesti.

Questo principio non è seguito negli USA, dove una sostanza viene proibita solo una volta che viene accertata la pericolosità (sulla pelle dei consumatori). I prodotti OGM sono infatti approvati negli States…

Conclusioni

Ora che hai delle nozioni in più puoi destreggiarti nel cercare un e confrontare un olio CBD migliore di altri, se hai dubbi consulta l’azienda che stai osservando prima dell’acquisto e verificane la trasparenza e professionalità.

Ricordanti che non c’è un olio CBD migliore in assoluto, perchè la quanlità del prodotto conta ma molto dipende da cosa vuoi trattare e dal tuo quadro soggettivo di salute.

Carrello
Torna in alto