Gli effetti dell’insonnia non sono uguali per tutti

Alla scoperta degli effetti indesiderati provocati sull’insonnia e su chi colpiscono maggiormente

Effetti possibili dopo una notte in bianco Effetti dell'insonnia nel lungo termine Minor reattività Maggior esposizione ai rischio Minor attività genetica Aumento Glicemia Il sonno profondo

La difficoltà ad addormentarsi è un fastidio che colpisce molte persone – in Italia si calcola circa 12 milioni l’anni – disturbo a cui prestare attenzione, se non preso in considerazione, può diventare anche cronico.

L’insonnia inoltre può anche essere un fattore intrinseco di alcuni malesseri o patologie dell’organismo.

Gli effetti collaterali dell’insonnia variano da persona a persona

Secondo una ricerca dell’Università della Pennsylvania, le persone reagiscono in modo differente alla mancanza di sonno: molti soggetti del test manifestavano una scarsa attenzione, mentre per alcuni l’attenzione era calata di poco.

Questo perché secondo la ricerca, il nodo cardine non è tanto la durata totale del sonno, ma la percezione soggettiva della qualità del sonno.

Una serie di fattori emotivi come stress, traumi, ansia e depressione, possono facilmente incidere sulla nostra percezione della qualità del sonno, come anche fattori esterni quali letto e ambiente della camera da letto.

Effetti possibili dopo una notte in bianco

Una notte in bianco può succedere a tutti e può esser dovuta banalmente ad una cena eccessivamente abbondante, ad aver bevuto un caffè di troppo o l’esposizione a troppi raggi blu ( Tv, smartphone)…

Ecco una carrellata dei principali effetti collaterali dopo una notte in bianco :

  • Sonnolenza
  • Calo di attenzione e messa a fuoco
  • Stanchezza fisica e mentale
  • Facile distrazione
  • Irascibilità e nervosismo
  • Leggere amnesie
  • Apatia
  • Ansia e depressione

Sia gli effetti che l’intensità cambierà proprio dalla nostra percezione soggettiva di come abbiamo dormito, piuttosto del tempo.

Effetti dell’insonnia nel lungo termine

Se la difficoltà a dormire si accentua o si prolungano continui microrisvegli che minano la durata del sonno, si può andare in contro, specialmente su persone sensibili, a sviluppare una cronicità del caso.

L’insonnia del breve-medio termine porta ad uno scompenso del ritmo circadiano, il bio-ritmo che regola la produzione ormonale e molte attività del nostro corpo.

Un ritmo circadiano sregolato, può sommarsi ad altre concause e portare ad esporci ad un rischio di malattie.

Solitamente la problematica del sonno è dovuta a periodi particolarmente stressanti/traumatici, ad eccessive preoccupazioni che sfociano in ansia o a passeggere depressioni come anche un principio di depressione più profonda.

Da non sottovalutare il circolo vizioso prettamente mentale Ansia-Insonnia, più siamo ansiosi più facilmente dormiremo male e con ancor più facilità il giorno dopo saremo ancora più ansiosi.

Anche la depressione influisce sul sonno, se si è depressi di tende a dormire meno, se dormiamo meno invece si ha la tendenza nel tempo a soffrire sempre più di depressione profonda.

Il prolungamento della mancanza di sonno, accentua i disagi sopra elencate, ma può portare anche ad una serie di disturbi più difficilmente percepibili.

Minor reattività

Non dormire sufficientemente, porta a lungo termine ad un calo della reattività ed attenzione in modo esponenziale, si è visto da studi su soggetti insonni, che la reattività diurna di persone che soffrivano di insonnia cronica era simile allo stato di una leggera ebrezza.

Maggior esposizione ai rischi

Secondo uno studio dell’ospedale universitario di Zurigo, le persone che soffrono di privazione del sonno tendono a prendere inconsapevolmente decisioni più rischiose.

Dormire poco o male, influisce notevolmente nelle azioni quotidiane: sul nostro umore e capacità di valutazione, siamo più nervosi, suscettibili, deconcentrati e la memoria si riduce.

Minor attività genetica

Secondo uno studio dell’Università del Surrey, l’insonnia può causare un malfunzionamento nella rigenerazione cellulare.

Si è infatti notato, nei soggetti che dormivano meno di 6 ore a notte per una settimana, che il rilascio e la produzione ormonale, come il ritmo circadiano, erano alterati.

In sintesi, dormendo poco e male, si ha una ripercussione sull’organismo: con una rigenerazione cellulare meno efficace, si avrà un corpo meno attivo, una compensazione contro lo stress meno efficace e quindi un sistema immunitario indebolito e minor recupero energetico.

Aumento della glicemia

Diversi studi hanno rilevato che l’insonnia alterare il livello glicemico e di conseguenza il metabolismo.

Più l’insonnia è protratta nel tempo maggiore è il rischio di esporci al diabete, anche al diabete mellito.

Il sonno profondo

Dormire poco durante la settimana e recuperare il fine settimana, non aiuta.

Recenti studi dimostrano che non cambia affatto la situazione, modifica solo la percezione di aver riposato.

Non importa la quantità di ore di sonno che si dorme ogni notte, ma la qualità: l’obiettivo di tutti noi dovrebbe essere di dormire più tempo possibile in stato di sonno profondo.

Il sonno profondo è composto da 3 delle 5 fasi del sonno, tra cui la fase REM quella in cui sogniamo, in queste fasi il corpo:

  • recupera le energie del corpo
  • ripara le cellule e tessuti muscolari
  • contrasta lo stress cellulare
  • rimuove esperienze e pensieri dolorosi
  • igienizza la mente da pensieri che nel subcosciente riteniamo inutili

Per facilitare la durata del sonno profondo è consigliato rilassarsi e seguire metodi naturali.

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