cbd e diabete

CBD e Diabete

L’olio di CBD può aiutare a trattare le due forme di diabete

Il diabete è la condizione in cui l’organismo oppone una resistenza all’insulina o non riesce a produrne una quantità sufficiente per metabolizzare lo zucchero nel sangue.

Una condizione che cambia drasticamente lo stile di vita e le abitudini alimentari, le terapie per il controllo degli zuccheri sono molto ed alcune più invasive di altre, sono però sempre di più le persone che si approcciano ai fitocannabinoidi della canapa per risolvere queste patologie autoimmuni.

In questo articolo approfondiremo i potenziali benefici del cannabidiolo della canapa.

CBD contro diabete

CBD e diabete tipo 1

CBD e diabete tipo 2

Beta-cariofillene

CBD oil per diabete Dosaggi e Interazione con farmaci

CBD diabete mellito

Il sistema endocannabinoide (ECS) è direttamente coinvolto nella regolazione del metabolismo degli zuccheri, inlcusi i livelli di glucosio nel sangue ed è stato scoperto che l’iperattivazione dei recettori CB1 del sistema endocannabinoide svolge un ruolo importante nella progressione della resistenza all’insulina.

L’iperstimolazione è data dall’interazione del sistema con i principali fitocannabinoidi, tra questi il più conosciuto è il cannabidiolo (CBD), che attiva processi benefici potenzialmente utili nel trattare il diabete mellito.

CBD contro diabete di tipo 1

Il diabete di tipo 1 è un’attacco autoimmune contro le cellule beta del pancreas, che sono responsabili della produzione di insulina. Venendo distrutte il corpo non è in grado di produrre la quantità necessaria di questa sostanza e si dovrà integrare l’insulina con iniezioni dirette.

Il cannabidiolo (CBD) ha un ruolo potenziale nel ridurre i sintomi di questa condizione autoimmune attraverso l’azione di regolazione nel sistema immunitario – infatti questo genere di patologie sono generate da uno squilibrio nella risposta immunitaria di tipo 2 (l’attività della risposta immunitaria di tipo 1 diventa cronica e l’organismo non riesce a ridurre l’infiammazione in corso), l’azione di equilibrio del CBD potrebbe riuscire a risolvere la carenza di produzione di citochine anintifiammatorie alla base del problema.

Al momento, ci sono solo prove limitate a test in vitro che suggeriscono alcuni possibili benefici per questo genere di diabete mellito:

  • Effetto antinfiammatorio, le proprietà antinfiammatorie del CBD sono molto note e sono stati osservati effetti protettivo nei confronti delle cellule beta pacreatiche.
  • Modulazione del sistema immunitario, in questo contesto il fitocannabinoide aiuterebbe a ridurre l’attività del sistema, rallentando i potenziali attacchi alle cellule beta pancreatiche.
  • Gestione dei sintomi correlati, l’attività di rilassamento mentale di questo fitocannabinoide, contribuisce a gestire e risolvere sintomi come l’ansia nel dover seguire una dieta specifica o l’infimmazione e dolore di tipo neuropatico.

Olio CBD e diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 è una condizione causata da un mix di più fattori scatenanti: fattori genetici e ambientali, obesità e inattiva fisica. L’organismo sviluppa una resistenza all’insulina o non riesce a produrla in quantità sufficienti per mantenere i livelli degli zuccheri nella norma.

Anche in questo contesto il CBD può aiutare a curare questa malattia e ridurne gli effetti dei sintomi associati, ecco i principali benefici di integrare l’olio di CBD:

  • Antinfiammatorio, l’infiammazione cronica sviluppa complicanze della malattia, gli effetti antinfiammatori del CBD possono aiutare nel fermare sviluppi negativi e nel tempo contribuire a curare questo feneomeno.
  • Antiossidante, l’ossidazione cellulare è molto più accentuata nelle persone diabetiche e può far insorgere problemi cardiovascolari, danno ai reni, neuropatie – anche in questo contesto l’azione antiossidante dei fitocannabinoidi e terpeni contenuti nella cannabis possono contribuire a contrastare questi effetti, proteggendo gli organi.
  • Modulazione della resistenza insulinica, la diminuzione dell’infiammazione cronica e l’azione del CBD sui recettori del sistema endocannabinoide legati al metabolismo energetico migliorano la sensibilità all’insulina.
  • Controllo del peso, il metabolismo dei lipidi e di conseguenza la regolazione del peso corporeo sono direttamente in parte influenzati dal cannabidiolo.
  • Controllo dell’appetito, i cannabinoidi influenzano il senso di sazietà, si sente parlare di “fame chimica” da parte del THC, mentre il CBD regola il metabolismo energetico contribuendo alla regolazione del peso.

Non solo cannabinoidi ma anche terpeni

Il β-cariofillene è un terpene che si trova in molte piante, inclusa la canapa, è noto perchè agisce come un cannabinoide agendo direttamente sui recettori del sistema endocannabinoide.

Sempre più ricerche hanno individuato i potenziali benefici di questo terpene nel trattamento del diabete, anche se ancora non sono del tutto chiari i meccanismi d’azione, possiamo però indicare i primi effetti positivi relativi al diabete mellito:

  • Antinfiammatorio, agendo sui
  • Effetti sul metabolismo del glucosio, viene influenzato l’assimilazione del glucosio e migliora la sensibilità all’insulina.
  • Protezione delle cellule pancreatiche, gli effetti antiossidanti contribuiscono a proteggere le cellule beta pancreatine. Questo potrebbe potenzialmente rallentare il declino della produzione di insulina da aprte dell’organismo.

Interazione con i farmaci

Il CBD può interagire con alcuni farmaci utilizzati per trattare il diabete di tipo 2, come le sulfaniluree e le biguanidi e ne può modificare la farmacocinetica, con il rischio che i livelli di questi farmaci nel sangue superino il dosaggio massimo consentito.

Sarebbe meglio non assumere insieme l’olio di CBD e questo genere di farmaci, ma lasciare un’intervallo temporale di almeno qualche ora tra una sostanza e l’altra.

Dopo un primo periodo di adattamento dell’organismo ai fitocannabinoidi è consigliabile farsi consigliare da un esperto e tener informato il proprio medico, per un aggiustamento della dose o una supervisione più scupolosa.

Conclusioni

Il CBD della cannabis si è rivelato una sostanza interessante per aiutare a curare il diabete di tipo 1 rallentando il sistema immunitario e riducendo l’infiammazione cronica alla base del problema.

Mentre per il diabete di tipo 2, il fitocannabinoide aiuta a contrastare, rallentare o prevenire sintomi correlati che portanoa d una peggior qualità di vita e al rischio di incorrere in patologie più gravi.

Bibliografia

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