cannabinoidi cosa sono

Cosa sono i cannabinoidi?

Esistono 3 differenti tipologie di cannabinoidi

Il sistema di cannabinoidi è complesso e coinvolge più di 100 composti chimici diversi, sostanze chimiche fisiologicamente attive in grado di interagire con i recettori del sistema endocannabinoide umano ed animale.

L’interesse scientifico sui cannabinoidi, in particolare sul CBD, è cresciuto negli ultimi anni a causa delle loro potenziali applicazioni medicinali, ma la cannabis non è una novità nel campo terapeutico: basti pensare che la farmacopea cinese è dal 400 d.C che riconosce i cannabinoidi come agenti terapeutici

Cannabinoidi cosa sono?

A cosa servono i recettori cannabinoidi?

1. Gli endocannabinoidi

2. I fitocannabinoidi

3. cannabinoidi sintetici

Cono sono i cannabinoidi?

I cannabinoidi sono particolari terpenofenoli che si trovano principalmente nella pianta di cannabis. Il sistema di cannabinoidi è complesso e coinvolge più di 100 composti chimici diversi: i due cannabinoidi più noti e studiati sono il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC) e il cannabidiolo (CBD).

Queste sostanze vengono suddivise in 3 categorie, che si riferiscono alla loro origine:

  • Endocannabinoidi, questi composti sono prodotti naturalmente dal nostro organismo e sono parte integrante del sistema endocannabinoide (ECS)
  • Fitocannabinoidi, sono prodotti dalle piante e la cannabis è la pianta più nota per la grande quantità e varietà di questi cannabinoidi.
  • Cannabinoidi sintetici, questi composti sono prodotti artificialmente in laboratorio per imitare gli effetti dei cannabinoidi naturali, utilizzati in ambito medico o di ricerca.

Il corpo umano produce i propri cannabinoidi, noti come endocannabinoidi, che svolgono un ruolo chiave nel mantenere l’equilibrio fisiologico, omeostasi.

Il sistema endocannabinoide è coinvolto in diverse funzioni biologiche, tra cui il controllo dell’umore, dell’appetito, del sonno e della risposta immunitaria.

Il sistema endocannabinoide

Il sistema endocannabinoide (ECS) costituisce una complessa rete di segnalazione che si estende dal sistema nervoso centrale a tutto l’organismo. In generale, i recettori cannabinoidi sono parte integrante del sistema endocannabinoide, che regola una vasta gamma di funzioni fisiologiche per mantenere l’omeostasi nel corpo.

I recettori cannabinoidi, sono i recettori CB1 e CB2, svolgono un ruolo cruciale nel sistema endocannabinoide e hanno diverse funzioni nel corpo umano. Ecco un breve riassunto di cosa fanno:

CB1 (Cannabinoid Receptor 1), sono principalmente localizzati nel sistema nervoso centrale e svolgono diverse funzioni:

  • Sono responsabili degli effetti psicoattivi dei cannabinoidi, come il THC (tetraidrocannabinolo), che si lega principalmente a questi recettori.
  • Regolano la trasmissione di segnali nervosi e influenzano diverse funzioni cerebrali, tra cui memoria, umore, coordinazione motoria e percezione del dolore.

CB2 (Cannabinoid Receptor 2), sono invece concentrati nel sistema nervoso periferico, nell’intestino, nei tessuti e sono concentrati nel sistema immunitario.

  • Svolgono un ruolo chiave nella regolazione delle risposte immunitarie e infiammatorie.
  • La loro attivazione può contribuire a ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore.

Esempio:

Sono stressato ed ho difficoltà a dormire per via dei pensieri sul lavoro – stress e nervosismo si somatizza sul sistema gastrointestinale.

Con alta probabilità i recettori ECS nell’intestino andranno fuori equilibrio dandomi un continuo bisogno di cibo, così anche il metabolismo tenderà a rallentarsi ed il sistema immunitario sarà più debole… Più porto avanti questa condizione più è facile che insorgano altre problematiche.

cannabinoidi

Cosa sono gli endocannabinoidi

Sono quei cannabinoidi che il nostro organismo produce naturalmente e sono tutti derivati dall’acido arachidonico presente nel nostro sistema ECS.

Questi composti chimici stimolano o interagiscono con i recettori, andando a svolgere funzioni e risposte cognitive, motorie, sensoriali come far percepire la sensazione di fame, l’apprendimento o semplicemente prendere una decisione.

Alcuni dei principali endocannabinoidi conosciuti sono:

  • Anandamide (AEA), chiamata anche “molecola della felicità” dal sanscrito ananda che significa beatitudine interiore, un mediatore lipidico che ha un ruolo importante nella regolazione dell’umore, dell’appettito, della sensazione di piacere e anche nella regolazione di dolore come quello neuropatico periferico.
  • Arachidonoylglycerol (2-AG), questa sostanza è meno presente dell AEA ma svolge un ruolo chiave nella regolazione della trasmissione sinaptica, influenzandone la plasticità e la funzione cerebrale.
  • N-Arachidonoylethanolamine (Virodamina), questa sostanza è ancora poco studiata, al momento si pensa possa avere un ruolo chiave nei processi di regolazione dell’umore e del sistema cardiovascolare.

Cosa fanno gli endocannabinoidi?

Gli endocannabinoidi agiscono come messaggeri chimici legandosi a specifici recettori cannabinoidi nel corpo, principalmente i recettori CB1 e CB2, le funzioni principali degli endocannabinoidi sono:

  • Regolazione dell’umore, gli endocannabinoidi interagiscono con i recettori cannabinoidi nel cervello modulando la trasmissione delle sostanze chimiche coinvolte nelle emozioni, andando ad influenzare la regolazione dell’umore e la risposta allo stress.
  • Controllo del metabolismo, queste sostanze possono influenzare la sensazione di fame ed il senso di sazietà, regolando l’appetito ed il metabolismo.
  • Regolazione del sonno, gli endocannabinoidi contribuiscono alla regolazione del ritmo sonno-veglia insieme al ritmo circadiano, influenzandone la qualità del sonno.
  • Sistema immunitario, la produzione di citochine e altri mediatori chimici coinvolti nella risposta infiammatoria del sistema complemento ed immunitario sono particolarmente influenzate dagli endocannabinoidi.
  • Controllo del dolore, la trasmissione del segnale di dolore nel sistema nervoso può essere influenzata dagli endocannabinoidi che agiscono sui modulatori del dolore.
  • Funzioni neuroprotettive: queste sostanzhe chimiche sono coinvolte nella protezione delle cellule nervoso e promuovono il benessere e la sopravvivenza delle cellule neuronali.

In conclusione la regolazione di queste funzioni fisiologiche da parte degli endocannabinoidi aiuta il corpo ad adattarsi ai vari stimoli per mantenere l’equilibrio interno.

Cosa sono i fitocannabinoidi

La parola “fito” deriva dal greco e significa “pianta”. I fitocannabinoidi sono quelle sostanze chimiche naturali prodotte dalle piante,noti per interagire con il sistema endocannabinoide (ECS) presente nel corpo umano e in molti altri mammiferi.

Quanti cannabinoidi esistono? Nella Cannabis sativa ne sono stati identificati oltre cento, queste sostanze sono oggetto di crescente interesse nella medicina e nella scienza, tra i più noti troviamo:

  • Delta-9-Tetraidrocannabinolo (THC), il più famoso e responsabile degli effetti psicoattivi legati all’uso della marijuana.
  • Cannabidiolo (CBD), il più ricercato per via delle sue proprietà terapeutiche, ha ottime capacità antinfiammatorie, analgesiche e ansiolitiche, non ha alcun effetti psiativvo e non produce dipendenza.
  • Cannabigerolo (CBG), si potrebbe quasi definire come un farmaco naturale, agisce direttamente sui neurotrasmettitori dell’organismo in modo similare ad un farmaco, ha ottime capacità ansiolitiche, di regolazione del dolore, ottimo antinfiammatorio per il tratto gastro intestinale, utile per il trattamento del glaucoma.
  • Cannabinolo (CBN), leggermente psicoattivo perchè derivato dalla degradazione del THC, è studiato per effetti rilassanti e sedativi.
  • Cannabichromene (CBC), sostanza non psiacoattiva, ha un buon potenziale come agente antinfiammatorio e analgesico.
  • Cannabidivarin (CBDV) è simile al CBD ma con una struttura chimica leggermente diversa. Alcune ricerche suggeriscono che potrebbe avere applicazioni terapeutiche simili a quelle del CBD.
  • Tetraidrocannabivarin (THCV), un fitocannabinoide con leggeri effetti psicoattivi, alcuni studi indicano che potrebbe avere un potenziale nella gestione del diabete.
  • Cannabigerivarin (CBGV) è stato meno studiato rispetto ad altri fitocannabinoidi, alcune ricerche indicano possibili proprietà antinfiammatorie e analgesiche.

Ogni fitocannabinoidi può avere effetti diversi sul corpo e interagire in modo complesso con il sistema endocannabinoide. La ricerca continua in particolare per il CBD e le sue potenziali applicazioni mediche, sono poche le ricerche al momento sui fitocannabinoidi minori anche se dimostrano un enorme potenziale terapeutico.

La versione sintetica

I cannabinoidi sintetici sono composti chimici progettati in laboratorio con una struttura simile ai fitocannabinoidi naturali della cannabis, prodotti con l’obiettivo di farli interagire con i recettori CB1 e CB2 al fine di replicare gli effetti terapeutici dei cannabinoidi naturali come CBD e THC.

Alcuni cannabinoidi sintetici sono:

  • Spice/K2, nome generico per indicare miscele di erbe trattate con cannabinoidi sintetici che ricreano effetti psicotici simili alla marijuana (in Italia queste sostanze sono illegali).
  • JWH-018, simile alle Spice, questi sono composti sintetici sviluppati inizialmente dal chimico John W. Huffman e ripresi successivamente da altri per scopi di ricerca, fino a quando non sono stati immessi nel emrcato illegale.

Ad oggi l’unica soatanza tra questa classe di derivati ad aver trovato un impiego clinico è il nabilone, utilizzato contro la nausea e nel trattamento del parkinson.

Esiste anche il CBD sintetico che viene prodotto da varie sintesi chimiche o biologiche di ingredienti che non hanno nulla a che vedere con la canapa, sono infatti: la buccia d’arancia, il lievito ed alcuni batteri.

Il CBD sintetico in questo caso è puro e privo di altre sostanze, simile all’isolato di CBD della cannabis, anche se in realtà ad oggi gli studi sono relativamente pochi, alcuni promettenti altri meno.

Conclusioni

Anche se il nostro organismo riesce a prodursi in autonomia i suoi cannabinoidi, quando si sviluppa un disturbo, un’infiammazione una patologia o una malattia autoimmune, si va incontro a carenze interne di queste sostanze chimiche: integrarle con i cannabinoidi naturali può essere una soluzione per aiutare l’organismo nella sua naturale risposta al problema.

La ricerca continua su come i cannabinoidi possono essere utilizzati per trattare condizioni mediche specifiche.

Bibliografia

Police A, Shankar VK, Pandey P, Rangappa S, Doerksen RJ, Narasimha Murthy S. Novel topical anandamide formulation for alleviating peripheral neuropathic pain. Int J Pharm. 2023 Jun 25;641:123085. doi: 10.1016/j.ijpharm.2023.123085. Epub 2023 May 26. PMID: 37245739.

Stone NL, Murphy AJ, England TJ, O’Sullivan SE. A systematic review of minor phytocannabinoids with promising neuroprotective potential. Br J Pharmacol. 2020 Oct;177(19):4330-4352. doi: 10.1111/bph.15185. Epub 2020 Sep 1. PMID: 32608035; PMCID: PMC7484504.

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